Lo Studio assiste i clienti nella strutturazione, acquisizione e protezione di asset immobiliari, industriali e finanziari a livello globale. Ogni investimento transfrontaliero richiede di coordinare almeno tre piani normativi: il diritto societario e civile del Paese di destinazione, la disciplina regolamentare degli investimenti esteri e la fiscalità internazionale applicabile ai flussi di capitale e di reddito.
Analisi del rischio regolamentare. In Italia le acquisizioni in settori strategici (difesa, energia, trasporti, comunicazioni, tecnologie critiche, sanità, agroalimentare, finanza) possono essere soggette al controllo Golden Power ex D.L. 21/2012, in coordinamento con il Regolamento UE 2019/452 sul controllo degli investimenti esteri diretti. La verifica preliminare dell’obbligo di notifica incide su calendario, condizioni sospensive e allocazione del rischio contrattuale.
Tutela convenzionale. Per gli investimenti outbound lo Studio verifica l’esistenza di trattati bilaterali sugli investimenti (BIT) e di convenzioni contro le doppie imposizioni tra Italia e Stato di destinazione, e valuta la scelta della giurisdizione della holding in funzione della protezione offerta (trattamento giusto ed equo, tutela contro l’espropriazione, accesso all’arbitrato ICSID o UNCITRAL).
Real estate. Nelle acquisizioni immobiliari, la due diligence copre titolarità, conformità urbanistica e catastale, vincoli paesaggistici e culturali (D.Lgs. 42/2004, con eventuale prelazione dello Stato), oltre alla scelta tra asset deal e share deal e all’utilizzo di veicoli di investimento dedicati.
Pianificazione patrimoniale. Lo Studio coordina strumenti di segregazione e protezione del patrimonio (holding, trust, fondi patrimoniali, vincoli di destinazione ex art. 2645-ter c.c.) con il quadro fiscale e successorio dei Paesi coinvolti.